- NO ALL’AMPLIAMENTO DELL’AEROPORTO E STOP AL CONSUMO DI SUOLO, FUORI E DENTRO IL PERIMETRO URBANOStoricamente la Comunità di Sesto si è sempre opposta alla nuova pista di Peretola. Ribadiamo la nostra assoluta contrarietà ad ogni ipotesi di ampliamento dell’aeroporto: è un’opera inutile e dannosa per l’ambiente, per la salute delle persone, per il tessuto produttivo locale e per le eccellenze del Polo Scientifico.Oltre all’opposizione alla nuova pista, crediamo che sia necessario un ridimensionamento dello scalo, nell’ottica di tutelare i sorvolati. È importante che la futura amministrazione sestese si impegni per l’apertura di tavoli di confronto, per ridurre gli orari di sorvolo sulle zone abitate e valutare con serietà il risanamento delle attuali deroghe in materia ambientale e di sicurezza.Sesto Fiorentino non è immune dalla crisi climatica. Lo abbiamo visto con l’alluvione che ha colpito il nostro territorio e lo vediamo ogni anno con eventi meteorologici sempre più estremi. Lo viviamo anche durante le estati, con ondate di calore sempre più frequenti e intense. Questi segnali ci impongono una riflessione sul modello di sviluppo che abbiamo seguito finora.Negli ultimi decenni la nostra città, come molte altre nella Piana, ha conosciuto una forte espansione edilizia che oggi non è più sostenibile. Abbiamo aree eccessivamente cementificate, vecchi piazzali e parcheggi sottoutilizzati. Non ce lo possiamo più permettere. L’emergenza non può essere governata a suon di alberelli piantati come opere di compensazione. Dobbiamo recuperare le aree abbandonate o non utilizzate, “rigenerare” gli immobili abbandonati che possono rappresentare una soluzione abitativa reale, come ad esempio la Caserma Donati, evitando che in questi recuperi si creino occasioni di speculazione.
Occorre cambiare totalmente approccio: non solo bloccare tutti i nuovi interventi di consumo di suolo, ma investire sulla difesa del nostro territorio: deimpermeabilizzare le superfici, togliere asfalto, sostituirlo ove possibile con terreno naturale e stabilizzato. In termini tecnici si chiama depaving. Sesto può e deve mettere in atto questa strategia.
Vogliamo una discontinuità nella gestione del territorio, per cambiare radicalmente l’approccio al consumo di suolo che l’emergenza climatica rende non più rinviabile.
Le politiche ambientali ed energetiche devono emergere come priorità nell’amministrazione della città: questo impegno richiede una riforma delle priorità e l’adozione di un principio di rinaturalizzazione del suolo, cui ancorare le scelte di pianificazione edilizia e urbanistica, oltre alla produzione e condivisione di dati aggiornati e accessibili sul rischio climatico, idraulico e ambientale. La prossima Amministrazione dovrà inoltre fare pressione sulla Regione e sul Consorzio di Bonifica, affinché la sicurezza idrogeologica diventi una priorità, a partire dalla realizzazione della cassa di espansione di Querceto e della mappatura integrata del rischio idraulico.
Le proposte:
- NO alla nuova pista e ridimensionamento dello scalo esistente;
- Stop al consumo di suolo: fermare nuove cementificazioni su un territorio già fragile e fortemente urbanizzato rivedendo se necessario gli strumenti urbanistici;
- Depaving e suoli drenanti: rimuovere asfalto e cemento inutili da piazzali, parcheggi e aree dismesse, restituendo spazio al terreno naturale;
- Più alberi e meno superfici impermeabili: aumentare le alberature e le superfici verdi per contrastare le isole di calore, migliorare la qualità della vita e ridurre il rischio di allagamenti durante eventi meteorologici estremi come alluvioni;
- Rigenerazione urbana, non espansione: recuperare immobili e aree abbandonate, come la Caserma Donati, per rispondere ai bisogni abitativi senza nuovo consumo di suolo;
- No alla cementificazione neppure in presenza di compensazione: piantare alberi non può giustificare nuove costruzioni. La vera priorità è ridurre il cemento esistente;
- Più sicurezza idrogeologica per Sesto: sollecitare Regione e Consorzio di Bonifica su interventi urgenti, a partire dalla cassa di espansione di Querceto e sviluppo, in collaborazione con l’Università di Firenze, inserendo una mappatura aggiornata e integrata del rischio idraulico;
- Introduzione di un indicatore di “Ripristino di suolo pro capite”;
- Sviluppo di un programma di monitoraggio della qualità dell’aria e ambientale, coinvolgendo direttamente anche la cittadinanza, secondo l’approccio della citizen science;
- Adozione di sistemi di raccolta e uso dell’acqua piovana per favorire un consumo idrico responsabile più sostenibile.
- LAVORO È DIGNITÀIl lavoro deve tornare al centro delle politiche locali. Anche quando i Comuni non hanno competenze dirette sulle politiche industriali o sul mercato del lavoro, possono svolgere un ruolo attivo di coordinamento, monitoraggio e intervento a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.Per queste ragioni proponiamo l’istituzione di un Osservatorio comunale sul lavoro, con l’obiettivo di garantire un presidio istituzionale permanente sulle condizioni lavorative nel territorio. L’Osservatorio sarà chiamato a seguire e monitorare le vertenze aziendali presenti, mantenendo un rapporto costante e strutturato con lavoratrici e lavoratori, organizzazioni sindacali e istituzioni competenti. Avrà inoltre il compito di coordinare le politiche comunali in materia di appalti pubblici, clausole sociali e qualità del lavoro, nonché di sostenere iniziative volte a contrastare precarietà, lavoro povero e sfruttamento. Allo stesso tempo, l’Osservatorio favorirà il dialogo tra l’amministrazione comunale, il tessuto produttivo, il mondo universitario e quello del lavoro, con l’obiettivo di promuovere un’occupazione stabile, dignitosa e di qualità.L’obiettivo è affermare un principio semplice: il Comune non può limitarsi a gestire servizi, ma deve diventare un soggetto attivo nella difesa e nella promozione della buona occupazione.Tra le realtà del nostro territorio, la vertenza della ex GKN Driveline rappresenta una delle crisi industriali più importanti degli ultimi anni. Non riguarda soltanto Campi Bisenzio, ma l’intera area della Piana fiorentina, di cui anche Sesto Fiorentino è parte integrante. Fin dall’inizio della vertenza il Collettivo di Fabbrica GKN ha dimostrato che la difesa del lavoro può andare di pari passo con una proposta alternativa di sviluppo industriale, fondata sulla riconversione ecologica della produzione e sulla partecipazione dei lavoratori.Riteniamo però che il percorso istituzionale avviato per la reindustrializzazione debba compiere un salto di qualità. Il consorzio promosso dalle istituzioni non può restare un contenitore di buone intenzioni: servono scelte concrete, tempi certi e investimenti reali. Il Comune di Sesto Fiorentino è chiamato a svolgere un ruolo attivo e responsabile, sostenendo in tutte le sedi istituzionali una soluzione industriale stabile, condivisa e partecipata. L’Amministrazione deve inoltre contrastare con fermezza qualsiasi ipotesi di abbandono dell’area o di speculazione immobiliare, impegnandosi parallelamente a sostenere un percorso di riconversione autenticamente ecologico e socialmente utile, capace di rappresentare una valida alternativa a produzioni riconducibili all’economia di guerra.
Difendere la ex GKN significa difendere il lavoro e affermare il diritto del territorio a decidere quale modello di sviluppo costruire per il proprio futuro.
Le proposte:
- Il lavoro al centro delle politiche comunali: il Comune deve essere soggetto attivo nella tutela e promozione dell’occupazione di qualità;
- Istituzione di un Osservatorio comunale sul lavoro;
- Supporto dell’Amministrazione alla difesa e al rilancio industriale del territorio, a partire dal caso ex GKN, puntando ad una riconversione industriale ecologica e partecipata;
- Promuovere programmi di accompagnamento dei giovani nel loro ingresso nel mercato del lavoro;
- Esercitare le funzioni di controllo nei luoghi di lavoro attraverso l’impiego della Polizia Municipale, in collaborazione con gli altri soggetti deputati al controllo delle condizioni di lavoro, sia dal punto di vista della correttezza contrattuale che del rispetto della normativa a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori;
- Creazione di un tavolo congiunto e permanente tra Polizia Municipale, Ispettorato del Lavoro e PISL.
- CULTURA: CERAMICA, ETRUSCHI, NATURA E PINOCCHIO. MA ANCHE INCLUSIONE E RIGENERAZIONESesto Fiorentino è storicamente la città della ceramica, un’identità profonda che deve tornare a essere un asse strategico per lo sviluppo culturale e territoriale. È necessario promuovere iniziative originali, concorsi, eventi e collaborazioni non solo con realtà di rilievo come Ginori, ma anche con le piccole botteghe e i laboratori artigiani che ancora custodiscono e tramandano questa tradizione preziosa. Raccontare la ceramica significa raccontare la storia stessa della città, nata e cresciuta attorno a questa attività produttiva. In questo contesto, il recupero e la piena valorizzazione del Museo della Ceramica di Doccia devono tornare a essere una priorità. È fondamentale che tutte le aree limitrofe siano destinate esclusivamente a funzioni coerenti con lo sviluppo del polo museale, escludendo interventi di edilizia residenziale che ne comprometterebbero il valore culturale e la coerenza progettuale. Il Museo Richard Ginori è un luogo della cultura di rilievo internazionale, punto di riferimento della storia delle arti della ceramica: uno spazio dove si addensa la storia di un’impresa che è anche una porta straordinaria verso la storia della civiltà. Come ente fondatore della Fondazione che lo governa, il Comune deve impegnarsi a fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per riaprirlo al pubblico e farlo dialogare con la città.Accanto al patrimonio artistico e produttivo, Sesto dispone di un patrimonio naturale e archeologico di grande rilievo. Il paesaggio che collega Monte Morello alla Piana offre l’opportunità di sviluppare percorsi di mobilità dolce e itinerari culturali integrati, capaci di valorizzare sia le emergenze naturalistiche sia i siti archeologici, come le tombe etrusche. Questi percorsi possono diventare strumenti educativi e turistici, rivolti a scuole, famiglie e visitatori.
Un ulteriore elemento identitario è rappresentato dal legame con Pinocchio, una figura di rilevanza culturale internazionale che non è ancora sufficientemente valorizzata a livello locale. È possibile sviluppare un percorso tematico dedicato, con installazioni, animazioni ed eventi, coinvolgendo le scuole, le famiglie e le realtà artigiane del territorio, in particolare quelle legate alla ceramica, per la realizzazione di opere e segnaletiche che raccontino e rendano riconoscibili questi luoghi.Il Polo Scientifico rappresenta una risorsa strategica per la città, ma oggi risulta ancora poco integrato con il tessuto urbano. È necessario promuovere una maggiore connessione tra Polo Scientifico e centro cittadino, sia attraverso il miglioramento dei collegamenti, sia mediante una proposta culturale viva e attrattiva, costruita in collaborazione con l’Università, capace di coinvolgere studenti, ricercatori e cittadinanza. Un punto di forza del territorio è anche la Biblioteca Ragionieri, che offre iniziative culturali di grande qualità. L’obiettivo è estendere queste attività a tutta la città, attraverso il modello di una biblioteca diffusa, capace di raggiungere i quartieri, i parchi e le piazze, rendendo la cultura più accessibile e inclusiva. Arte e creatività devono inoltre diventare strumenti di inclusione: per questo incoraggiamo laboratori e percorsi espressivi rivolti a persone in situazione di fragilità, in collaborazione con servizi sociali e realtà associative.
In questa prospettiva, diventa prioritario lavorare a una vera e propria ricucitura culturale tra il Polo Scientifico e la città, promuovendo un calendario condiviso di eventi, iniziative e collaborazioni che rafforzino il legame tra università, istituzioni culturali e comunità locale.
A Sesto abbiamo inoltre la fortuna di avere il bellissimo Museo della Civiltà Contadina che, situato presso il centro civico 4 “Casa del Guidi”, racconta la vita agricola di un tempo attraverso una fedele ricostruzione della vita rurale toscana del passato. Il Museo è un luogo significativo per la memoria storica di Sesto che abbiamo il dovere di riaprire e valorizzare strutturando un’offerta culturale per famiglie e scuole.
Vogliamo fare di Sesto Fiorentino una città in cui arte, cultura e partecipazione diventino leve concrete di rigenerazione urbana e coesione sociale. Per questo, intendiamo promuovere azioni a misura di quartiere, che usino l’arte urbana per rafforzare il senso di comunità e la qualità urbana, convertendo luoghi e spazi degradati insieme a scuole, giovani, artisti e associazioni.
Le proposte:
- Valorizzazione di Sesto come città della ceramica, attraverso il rilancio del Museo di Doccia e il sostegno alle realtà artigiane locali;
- Sviluppo di itinerari culturali integrati tra patrimonio archeologico, paesaggio naturale e identità culturale, incluso il percorso dedicato a Pinocchio;
- Promozione di una cultura diffusa e accessibile, rafforzando il ruolo della Biblioteca, riattivando spazi culturali nel centro e costruendo un legame stabile tra Polo Scientifico e città;
- Riapertura e valorizzazione del Museo della Civiltà Contadina;
- Promozione di attività culturali che superino i circuiti tradizionali e valorizzino i talenti locali nelle diverse discipline artistiche;
- Progettazione e programmazione di interventi diffusi di arte urbana e urbanistica tattica.
- PER UNA COMUNITÀ EDUCANTECrediamo in una comunità educante capace di accompagnare bambine, bambini e giovani nella crescita, formando cittadine e cittadini consapevoli, liberi e partecipi. In un tempo segnato dalla disaffezione verso la vita pubblica, è fondamentale promuovere la cultura democratica fin dalla scuola, rafforzando il legame tra istituzioni, famiglie e territorio. Allo stesso tempo, è necessario investire nell’edilizia scolastica e negli spazi esterni, per favorire fortemente la didattica all’aperto, garantire ambienti sicuri, stimolanti e inclusivi per le nostre bambine e i nostri bambini.Per questo proponiamo l’istituzione del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, in collaborazione con gli Istituti Comprensivi, per favorire la partecipazione attiva delle nuove generazioni e il loro coinvolgimento nelle scelte che riguardano la comunità.La scuola è anche il luogo in cui si costruiscono salute e benessere. È quindi prioritario rafforzare i programmi di educazione alimentare, in collaborazione con Qualità & Servizi, la nostra azienda partecipata che deve tornare ad essere un virtuoso punto di riferimento nella refezione scolastica a livello nazionale, promuovendo una refezione scolastica sana, sostenibile e basata su prodotti locali, con un’attenzione all’integrazione di opzioni vegetali. Pensiamo tuttavia che sia necessario un ridimensionamento dell’azienda stessa che, per poter essere nuovamente fiore all’occhiello del territorio, deve tornare ad occuparsi esclusivamente di scuola, senza velleità di implementare il proprio bacino di utenza allargando il servizio ad altri Comuni o, addirittura, a mense aziendali.Vogliamo rendere strutturali i percorsi educativi su temi fondamentali come pari opportunità, educazione affettiva, educazione ambientale, educazione civica e alla legalità, rafforzando anche il supporto psicologico scolastico per studenti e famiglie. Proponiamo altresì la promozione, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, di percorsi specifici di educazione alla cittadinanza attiva affinché tutte le bambine e i bambini possano far proprie le idee di responsabilità collettiva e partecipazione attiva.Una scuola davvero inclusiva deve essere in grado di accogliere tutte e tutti. Per questo proponiamo l’introduzione di un mediatore linguistico e culturale comunale, per sostenere le famiglie straniere e favorire l’integrazione. Allo stesso tempo, è importante ampliare i servizi di pre e post scuola, per aiutare le famiglie nella conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
Lo sport, la cultura e la socialità devono essere parte integrante del percorso educativo. Vogliamo promuovere lo sport come strumento educativo e inclusivo, accessibile a tutte e tutti, e mettere a disposizione spazi pubblici per attività artistiche e culturali delle scuole. Proponiamo inoltre la creazione di una ludoteca pubblica, come luogo di incontro, crescita e socializzazione per bambine, bambini e famiglie.
Vogliamo costruire una città che riconosca i bambini e le bambine come cittadini a pieno titolo. Per questo proponiamo un approccio che metta al centro l’autonomia, il gioco e la sicurezza: spazi urbani aperti, sicuri, accessibili e pensati per il gioco libero e la socialità, una mobilità che permetta maggiore autonomia, politiche di sostegno alle famiglie nei primi anni di vita. Una città a misura di bambine e bambini è una città più sicura, più vivibile e più giusta per tutti.
Le proposte:
- Promuovere partecipazione, inclusione e benessere, con il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, il supporto psicologico scolastico e la mediazione culturale;
- Investire in scuole sicure, refezione di qualità, educazione alimentare e servizi educativi, ampliando pre e post scuola;
- Ripensare l’attuale dimensionamento dell’azienda Q&S per tornare a lavorare prioritariamente su prodotti di alta qualità, locali e biologici;
- Sostenere sport, cultura e socialità, con spazi dedicati, attività artistiche e una ludoteca pubblica per le famiglie;
- Realizzare nuovi spazi di incontro per le famiglie e la popolazione giovane, come ludoteca e spazi giovani;
- Realizzare, con l’ausilio delle associazioni che operano sul territorio, un programma aggiornato di formazione e informazione contro le discriminazioni di genere e verso le persone LGBTQIA+, che si rivolga all’intera comunità scolastica.
- SOCIALE E SOCIALITÀ, DIRITTO ALL’ABITARE E SANITÀ DI PROSSIMITÀIl diritto all’abitare e l’accesso ai servizi sanitari e sociali sono condizioni fondamentali per garantire dignità, sicurezza e qualità della vita. Negli ultimi anni, l’aumento dei prezzi degli alloggi ha reso sempre più difficile per giovani coppie, famiglie e persone con redditi medi e bassi vivere stabilmente sul territorio. È necessario contrastare questa tendenza rafforzando le politiche di sostegno all’abitare, mantenendo e ampliando il contributo affitti comunali e promuovendo una collaborazione con Regione, associazioni e operatori del settore.Sesto deve farsi carico anche di questi problemi, mantenendo come in questi anni il contributo affitti tagliato dal Governo e sollecitando un supporto regionale per ampliarlo ad ulteriori fasce. La casa non può essere trattata esclusivamente come una merce o come un segmento del mercato immobiliare: deve essere riconosciuta e garantita come diritto fondamentale e funzione sociale del territorio.È fondamentale sviluppare politiche inclusive rivolte alle persone più fragili, in particolare nell’ambito della salute mentale, promuovendo percorsi che favoriscano autonomia, inclusione sociale e opportunità di partecipazione alla vita della comunità, valorizzando le esperienze già presenti sul territorio e il ruolo del tessuto associativo locale.La realizzazione della nuova Casa di Comunità rappresenta un’importante opportunità per rafforzare i servizi sanitari, ma richiede un’attenzione specifica all’accessibilità, soprattutto per le persone anziane o con difficoltà di spostamento. È quindi necessario potenziare i servizi domiciliari e garantire una vera medicina di prossimità, in collaborazione con ASL e medici di famiglia, assicurando la presenza di servizi sanitari diffusi anche nei quartieri.Vogliamo una città in cui nessuna persona viene lasciata sola e dove invecchiare non significa perdere autonomia, dignità o relazioni. Per questo proponiamo un Piano per l’Invecchiamento Attivo e la Cura di Comunità, che supporti la sanità di prossimità, con assistenza domiciliare rafforzata, una rete contro la solitudine, mobilità accessibile, mutualismo, partecipazione e progetti intergenerazionali, ma che supporti anche forme di cohousing e abitare collaborativo che rispondano ai cambiamenti demografici.
In una prospettiva intergenerazionale, occorre individuare luoghi per accogliere la vita culturale e sociale dei e delle giovani: festival, concerti, ritrovi devono trovare spazio sul territorio comunale. Spazi dismessi o temporaneamente in disuso vanno individuati e destinati ad associazioni attive in tali ambiti.
Le proposte:
- Rafforzare il sostegno all’abitare, mantenendo e ampliando il contributo affitti e promuovendo politiche per l’accesso alla casa;
- Introdurre l’applicazione della tassazione massima prevista sugli affitti brevi, come strumento per contrastare fenomeni di speculazione immobiliare e tutelare l’equilibrio sociale e abitativo del territorio, in coerenza con quanto già adottato dal Comune di Firenze;
- Elaborazione di un Piano per l’Invecchiamento Attivo e la Cura di Comunità;
- Sviluppare una rete contro la solitudine, progetti per la salute mentale e l’inclusione sociale, valorizzando il ruolo delle associazioni, del volontariato e dei servizi territoriali;
- Garantire una vera sanità di prossimità, con servizi distribuiti capillarmente e accessibili nei quartieri e assistenza domiciliare efficace;
- Sperimentazione di forme di cohousing e abitare collaborativo intergenerazionale.
- VERDE PUBBLICO: NON ARREDO URBANO MA INVESTIMENTO PER IL FUTUROIn un’epoca segnata dalla crisi climatica, il verde pubblico non può più essere considerato un semplice arredo urbano o un costo da contenere, ma deve essere riconosciuto come una vera e propria infrastruttura ecologica e presidio di salute per la città. In questi anni abbiamo avviato un cambio di passo, aumentando di quasi tre volte gli investimenti sul verde rispetto al precedente mandato amministrativo. Tuttavia, questo sforzo deve essere consolidato e strutturato.È necessario rafforzare l’organizzazione comunale, istituendo un vero e proprio Settore Ambiente con competenze specifiche e un ufficio dedicato esclusivamente al verde pubblico. Allo stesso tempo, è fondamentale potenziare la squadra dei giardinieri comunali, affinché possano supervisionare i lavori affidati in appalto e intervenire direttamente per la manutenzione ordinaria e la cura quotidiana degli spazi verdi.Un passaggio strategico sarà la realizzazione di un Piano del Verde Urbano, integrato con i comuni limitrofi in una visione metropolitana, valorizzando il Censimento e il Catasto Arboreo Digitale già esistente. L’obiettivo è avvicinare Sesto Fiorentino allo standard internazionale 3-30-300, che prevede che ogni cittadino possa vedere almeno tre alberi dalla propria finestra, vivere in un quartiere con almeno il 30% di copertura arborea e avere uno spazio verde di qualità entro 300 metri dalla propria abitazione.La posizione geografica di Sesto Fiorentino, ponte naturale tra Monte Morello e l’area umida della Piana, rende prioritario il ripristino dei corridoi verdi, trasformando progressivamente le strade cittadine in veri e propri viali bioclimatici, capaci di offrire ombra ai pedoni e facilitare lo spostamento della fauna urbana. In questa direzione si inserisce il progetto Radici di Comunità, che offre formazione e supporto a cittadini e associazioni per la cura condivisa di aiuole e piccoli spazi verdi.Un ulteriore obiettivo strategico è la realizzazione di un vivaio comunale, che diventi il centro operativo dei giardinieri e consenta all’Amministrazione di disporre di piante di qualità, adattate al contesto locale e pronte per la messa a dimora.
Infine, un intervento significativo riguarda il Parco di Villa Solaria, dove sono in procinto di iniziare lavori per circa 1,5 milioni di euro, che prevedono il rifacimento del muro perimetrale, il recupero della guardiania, il rinnovamento degli arredi urbani, la realizzazione di nuovi impianti per eventi e la messa a dimora di nuove alberature, in coerenza con lo studio storico-paesaggistico concordato con la Soprintendenza.
Le proposte:
- Istituzione di un Settore Ambiente e di un ufficio dedicato al verde pubblico;
- Potenziamento della squadra dei giardinieri comunali;
- Realizzazione di un Piano del Verde Urbano integrato a livello metropolitano;
- Raggiungimento progressivo dello standard internazionale 3-30-300;
- Sviluppo di corridoi verdi e viali bioclimatici per migliorare resilienza e vivibilità;
- Preservazione delle aree a vegetazione spontanea e adozione di un criterio di tutela della biodiversità nella selezione delle specie da piantare nelle aree verdi pubbliche;
- Estensione delle pratiche di gestione ecologica e sfalcio ridotto;
- Investimento in tecnologie smart per l’irrigazione e il monitoraggio;
- Promozione della cura condivisa degli spazi verdi con cittadinanza e associazioni;
- Realizzazione di un vivaio comunale per rafforzare l’autonomia e la qualità degli interventi;
- Riqualificazione e valorizzazione del Parco di Villa Solaria.
- PARCO DELLA PIANA E AGRICOLTURA SANAIl Parco Agricolo della Piana non può essere concepito come un elemento di compensazione per nuove infrastrutture, ma deve essere riconosciuto come un patrimonio territoriale, ambientale e agricolo da preservare e valorizzare. Rappresenta un vuoto prezioso, fondamentale per l’equilibrio ecologico, la qualità dell’aria, la regolazione delle temperature e la gestione delle acque meteoriche, soprattutto in un contesto di crescente vulnerabilità climatica. Una priorità è la valorizzazione dei fontanili e delle aree umide, elementi essenziali per la sopravvivenza dell’ecosistema della Piana. I laghetti curati da Legambiente rappresentano un patrimonio naturalistico di grande valore, capace di attrarre visitatori e studiosi da tutta Italia. La recente criticità legata alla carenza d’acqua richiede un monitoraggio costante e interventi strutturali per garantirne la tutela nel lungo periodo.È necessario adottare un approccio ecosistemico e metropolitano, valorizzando il Protocollo di Intesa sottoscritto dai Comuni della Piana con associazioni e comitati, e promuovendo una governance condivisa del territorio. In questo quadro, l’agricoltura rappresenta un presidio fondamentale. La Piana ospita esperienze agricole di grande qualità, molte delle quali orientate al biologico e al biodinamico. È strategico rafforzare le connessioni con le reti già esistenti, come il Distretto di Area Fiorentina promosso dalla Rete dei Semi Rurali, per consentire alle aziende di accedere più efficacemente a risorse e opportunità di sviluppo.Occorre valorizzare le produzioni locali, promuovendo la filiera corta e individuando nuovi spazi per la vendita diretta di prodotti agricoli di qualità. Il Parco è già oggi uno spazio ricco e vitale, dove convivono aziende agricole, orti privati, attività equestri, esperienze educative e iniziative di pet therapy. Un ruolo centrale è svolto dagli orti sociali, che rappresentano importanti spazi di socializzazione, benessere e partecipazione, in particolare per la popolazione anziana.Le proposte:
- Tutela e valorizzazione delle aree umide, dei fontanili e degli ecosistemi della Piana, come infrastrutture naturali essenziali;
- Sostegno all’agricoltura biologica, alla filiera corta e all’integrazione nel Distretto agricolo metropolitano;
- Sviluppo del Parco come spazio agricolo, sociale ed educativo, ampliando orti sociali e progetti in collaborazione con Università e comunità;
- Promozione e implementazione degli orti urbani.
- RIFIUTI “MALE COMUNE”Sesto Fiorentino ha fatto scelte importanti sul tema dei rifiuti, a partire dal no all’inceneritore e dall’introduzione della raccolta porta a porta, che ha permesso di raggiungere risultati significativi nella raccolta differenziata. È un percorso che ha visto il coinvolgimento diretto delle cittadine e dei cittadini e che deve essere rafforzato e migliorato. Non dobbiamo nascondere che delle criticità persistono e vanno affrontate; il primo passo sarà lavorare con il gestore e l’Autorità d’Ambito per rendere il sistema più equo ed efficiente, anche attraverso una rimodulazione degli orari di ritiro.Negli ultimi anni sono stati installati nuovi fontanelli pubblici per promuovere l’uso dell’acqua di rete e ridurre la plastica usa e getta. Vogliamo proseguire su questa strada, ampliando la rete dei fontanelli, estendendoli a tutti gli edifici comunali e promuovendo accordi con le attività commerciali per favorire il consumo di prodotti sfusi e ridurre il packaging.Vogliamo ridurre concretamente i rifiuti e l’usa e getta, dotando il Comune di una stoviglioteca pubblica per gli eventi, come quella realizzata dal 2019 dal Comune di Firenze. Occorre inoltre incentivare le attività che scelgono soluzioni riutilizzabili, anche attraverso agevolazioni sulla Tari.La possibilità di realizzare un centro del riuso, coerentemente con la strategia Rifiuti Zero, è stata inserita nel piano operativo comunale: vogliamo dunque andare avanti con la progettazione di un centro del recupero e del riuso che possa creare posti di lavoro e occasioni di formazione professionale e scambio intergenerazionale, avvalendosi anche delle competenze artigiane sul territorio, per realizzare un esempio concreto di economia circolare di comunità.Come sappiamo, tema degli ultimi anni è la Multiutility, rinominata Plures nel 2025. Siamo da sempre molto critici sulla creazione di questa nuova struttura societaria in cui riscontriamo un rischio concreto di trasformazione delle logiche di gestione di servizi essenziali come acqua, rifiuti ed energia, da “pubbliche” a “speculative”. Pensiamo che una gestione virtuosa dei servizi debba essere basata su aziende speciali di diritto pubblico che permetterebbero di non impoverire i servizi sui territori.
Le proposte:
- Migliorare il sistema PAP rimodulando la frequenza e gli orari di ritiro;
- Realizzazione di un centro per il riuso e il recupero per la creazione di un’economia circolare di comunità;
- Dotazione di una stoviglioteca pubblica per eventi;
- Ampliamento della rete dei fontanelli pubblici;
- Promozione, nella gestione dei servizi ambientali, di un modello di aziende partecipate di interesse pubblico impostate per bacini di utenza e radicate sul territorio;
- Intensificazione ed estensione a partner privati dell’impegno per il protocollo Rifiuti Zero, favorendo la riduzione del packaging e dell’usa e getta.
- ENERGIE RINNOVABILI. COMUNITÀ ENERGETICHEUn aspetto chiave della transizione ecologica è la realizzazione della transizione energetica. Per questo la futura Amministrazione dovrà promuovere un modello di produzione dell’energia diffuso, rinnovabile e accessibile, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili. Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano uno strumento fondamentale. La Comunità Energetica già attiva a Sesto Fiorentino, di cui il Comune è socio fondatore, può diventare un motore per sviluppare nuovi impianti da fonti rinnovabili e favorire la partecipazione diretta di cittadini, associazioni e imprese.Vogliamo facilitare l’installazione di impianti fotovoltaici, sostenere cittadini e imprese attraverso uno sportello energia dedicato e investire sull’efficientamento degli edifici pubblici, puntando al modello nZEB (Nearly Zero Energy Building) ovvero edifici ad emissioni quasi zero. L’obiettivo è ridurre i consumi, abbattere le emissioni e contribuire alla Comunità Energetica con energia pulita prodotta dagli impianti comunali. Realizzare la transizione riducendo le bollette per tutti i sestesi.L’impronta che vogliamo dare alla Comunità Energetica è di tipo solidale: la CER di Sesto deve essere un motore anche sociale per “fare comunità”, promuovendo un modello di produzione diffusa dell’energia e mettendo a disposizione gli utili per progetti solidali del territorio sestese.Le proposte:
- Promuovere le rinnovabili e le Comunità energetiche;
- Proseguire con gli interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici puntando al modello nZEB;
- Caratterizzare la CER di Sesto come “solidale” proponendo ai soci di utilizzare l’incentivo per progetti di tipo sociale.
- SESTO SI-CURA: PARLARE DI SICUREZZA NON PUÒ ESSERE UN TABÙOggi la sicurezza è tra le massime priorità delle cittadine e dei cittadini: a livello nazionale è al terzo posto, dopo lavoro e sanità. Non possiamo aver paura di parlarne con franchezza. Per comprendere questa crescente esigenza serve però uno sguardo ampio, capace di leggere il contesto in cui il senso di insicurezza collettiva si sta radicando. L’invecchiamento della popolazione, la perdita di reddito delle famiglie, le reti sociali sempre più precarie restituiscono l’immagine di una società stanca che sta progressivamente perdendo fiducia nel futuro.Per contrapporsi alla risposta securitaria della destra, inefficace e controproducente, occorre cambiare prospettiva. Quando si parla di sicurezza ci sono due livelli: quello della sicurezza visibile, come il vigile per strada e il controllo degli spazi pubblici, e quello di una sicurezza più profonda, che nasce dal miglioramento delle condizioni sociali, dall’inclusione, dall’intervento sulle cause della marginalità. Spesso ci si ferma al primo per motivi di consenso, ma è il secondo che produce effetti duraturi sulla comunità.Il tema della sicurezza è profondo e complesso e investe molti fattori: dalla diminuzione del potere di acquisto delle famiglie alle disuguaglianze economico-sociali; dalle dipendenze alla gestione della marginalità; dalla povertà economica ed educativa fino al tema dell’abitare. Per affrontarlo in modo efficace occorre prendersi carico delle cause e assumersi la responsabilità di cercare soluzioni, tenendo insieme prevenzione, coesione sociale e riqualificazione urbana.Le realtà del territorio impegnate nella gestione della marginalità e delle criticità (associazioni e comitati, cooperative, operatrici e operatori di strada, servizi socio-sanitari) devono essere sostenute attraverso percorsi condivisi e una strategia comune, che promuova la prevenzione e tuteli dalle discriminazioni.Le proposte:
- Cura degli spazi urbani e dei beni comuni: la sicurezza si costruisce investendo nella qualità dello spazio pubblico; quartieri curati, piazze vive e beni comuni valorizzati rafforzano coesione e senso di appartenenza;
- Sostenere l’aggregazione creando spazi di incontro accessibili in tutti i quartieri di Sesto, per tutti i cittadini, dai bambini ai giovani, agli anziani. La presenza delle persone, le relazioni e la vita sociale sono il primo e più efficace presidio di sicurezza democratica;
- Potenziamento della rete tra servizi sociali, scuole e associazioni del territorio per intercettare in modo rapido situazioni di disagio delle famiglie e prevenire la marginalità e l’isolamento;
- Strategie integrate per la gestione della marginalità che tengano conto delle competenze e delle energie delle diverse realtà attive sul territorio.
- MOBILITÀ DOLCE, PISTE CICLABILI, TRANVIADopo gli eventi alluvionali che hanno colpito la nostra città, è rimasta una divisione tra Piazza del Mercato e Piazza Spartaco Lavagnini. Priorità della prossima Amministrazione dovrà essere quella di ricucire le due aree con una passerella pedonale che possa nuovamente collegare le due piazze principali di Sesto.Promuovere una mobilità sostenibile significa migliorare la qualità della vita, ridurre l’inquinamento e rendere la città più sicura e vivibile. Prima di tutto, però, la mobilità va intesa come un diritto. La gestione della mobilità cittadina deve tutelare la salute e l’autonomia della popolazione fragile e della popolazione giovane: non solo investimenti sulla mobilità sostenibile, quindi, ma anche abbattimento delle barriere architettoniche e facilitazione della connessione tra diverse modalità di trasporto.La bicicletta è sempre più una scelta quotidiana per molte persone e per questo è necessario sviluppare una rete di piste ciclabili continua, sicura e ben collegata, in grado di connettere i quartieri, le scuole, i parchi e i principali luoghi della città. Vogliamo promuovere, in collaborazione con associazioni e cittadinanza, la realizzazione di una velostazione nei pressi della stazione ferroviaria.A Sesto sono state istituite molte zone 30 ma vogliamo fare di più per migliorare la sicurezza stradale, ridurre l’inquinamento acustico e favorire la convivenza tra pedoni, ciclisti e auto. Riteniamo non più rimandabile la realizzazione, anche in via sperimentale, di “strade scolastiche” per tutelare le bambine e i bambini.L’arrivo della tramvia deve rappresentare un’opportunità di trasformazione della mobilità cittadina, ricucendo il territorio compreso tra il polo e il centro cittadino e migliorandone il collegamento con Firenze, ma occorre un approccio laico al tema, per poter approfondire nel dettaglio ogni ricaduta, positiva e negativa, che questa opera avrà sul territorio. È fondamentale valorizzare anche il trasporto ferroviario, lavorando con RFI per trasformare le stazioni in luoghi sicuri, accessibili e integrati con il tessuto urbano.
La scelta, compiuta negli anni passati, di centralizzare il trasporto pubblico locale a livello regionale ha prodotto una conseguenza rivelatasi negativa: la privatizzazione del servizio, che ha svuotato i territori delle aziende locali, le quali avevano il vantaggio di conoscere meglio le specificità del contesto in cui operavano. Sarà nostra cura approfondire ulteriormente le ricadute sul nostro territorio per intervenire, eventualmente, anche sul progetto attuale affinché lo si possa migliorare e rendere più efficiente.
Le proposte:
- Sviluppare una rete continua, integrata e sicura di piste ciclabili alberate, con la realizzazione di una velostazione cittadina;
- Incoraggiare la pedonalità attraverso le zone 30, le strade scolastiche e gli spazi urbani liberi dal traffico, per una città più sicura e vivibile;
- Promozione di campagne di gratuità del trasporto pubblico locale e di incentivi alla ciclabilità;
- Definire con approccio scientifico rigoroso le ricadute sul territorio della tranvia ed inserire eventuali correttivi alla variante approvata in conferenza dei servizi;
- Integrare tranvia, autobus e stazioni ferroviarie in un sistema di mobilità pubblica efficiente e intermodale, accessibile e facilmente fruibile con un unico biglietto o abbonamento;
- Mappatura delle barriere architettoniche esistenti e delle altre forme di ostacolo alla mobilità, anche coinvolgendo cittadinanza e associazioni impegnate per i diritti delle persone con disabilità;
- Avvio di campagne di educazione e promozione di scelte di mobilità lenta e sostenibile.
- VALORIZZIAMO IL COMMERCIO DI QUALITÀ E IL DISTRETTO INDUSTRIALE DELL’OSMANNOROIl commercio di prossimità rappresenta un elemento fondamentale non solo per l’economia locale, ma anche per la vitalità sociale e culturale della città. Le attività commerciali di quartiere contribuiscono a creare relazioni, sicurezza e qualità urbana. Per questo vogliamo sostenere il commercio locale, valorizzando la qualità dei prodotti, la filiera corta e il ruolo dei negozi come presìdi di comunità.La riqualificazione delle vie e delle piazze del centro, prevista grazie ai fondi del PNRR, rappresenta un’importante opportunità per rendere il centro cittadino più attrattivo, vivibile e animato. Sarà fondamentale accompagnare questo percorso con iniziative culturali ed economiche condivise con il Centro Commerciale Naturale, gli operatori e le associazioni di categoria, sostenendo allo stesso tempo anche le realtà commerciali presenti nei quartieri, da Colonnata a Quinto Basso, da Camporella a Padule.Un ruolo strategico è rappresentato dalla valorizzazione delle produzioni locali e dei mercati di filiera corta, promuovendo eventi e iniziative legate ai prodotti tipici del territorio, come la Festa dell’Olio, e rafforzando il legame tra commercio, agricoltura e identità locale.Il distretto industriale dell’Osmannoro costituisce un polo produttivo di grande rilievo, che necessita di interventi di riqualificazione per migliorarne sostenibilità, accessibilità e integrazione con il territorio metropolitano. È necessario intervenire sulla viabilità, potenziare i servizi pubblici e sviluppare percorsi ciclopedonali.Le proposte:
- Sostenere il commercio di prossimità e la riqualificazione del centro e dei quartieri, valorizzando il ruolo dei negozi locali;
- Promuovere le produzioni locali e i mercati di filiera corta, rafforzando eventi e iniziative legate all’identità del territorio;
- Riqualificare il distretto dell’Osmannoro, migliorando viabilità, servizi e mobilità sostenibile.
- LEGGERE OGNI CAMBIAMENTO CON LA LENTE DELL’ECOLOGIAIn questi anni di governo della città abbiamo capito che, per ottenere risultati concreti, è necessario rafforzare il ruolo di chi si occupa di ambiente all’interno della macchina comunale. Per questo proponiamo di elevare il Servizio Ambiente a Settore Ambiente, al pari del Settore Urbanistica e del Settore Lavori Pubblici. Questo deve essere il primo passo per costruire politiche ecologiche efficaci, capaci di migliorare davvero la qualità della vita a Sesto Fiorentino.Sesto ha inoltre una grande opportunità: la presenza del Polo scientifico, con cui attivare collaborazioni per monitorare i parametri ambientali, a partire dalla qualità dell’aria, e sviluppare azioni concrete di miglioramento. Il Polo Scientifico è una risorsa strategica del nostro territorio, ma oggi resta poco integrato con la città. Ne vogliamo una trasformazione chiara: farne un distretto della conoscenza aperto, verde e connesso alla città di Sesto Fiorentino.Per raggiungere questi obiettivi è necessario riorganizzare gli uffici comunali e rafforzare le competenze ambientali. L’ambiente deve diventare una priorità trasversale dell’Amministrazione: il criterio guida per ogni scelta, pubblica e privata, che riguarda il nostro territorio.Le proposte:
- Istituire il Settore Ambiente per rendere la tutela ecologica una priorità in tutte le scelte del Comune nonché vincolare le scelte anche in materia urbanistica alle valutazioni di impatto ambientale ed ecologico;
- Collaborare con il Polo scientifico per monitorare ambiente e qualità dell’aria e migliorare la salute e il territorio, con una mappatura delle aree vulnerabili a rischi climatici (ondate di calore, alluvioni) per una pianificazione urbana fatta su base scientifica;
- Elaborare un Piano per il clima e la transizione ecologica che contempli stop consumo di suolo, mobilità sostenibile, implementazione del verde e della biodiversità, educazione ambientale.
- AMICI ANIMALILe aree cani nei parchi pubblici rappresentano non solo spazi per lo sgambamento, ma veri e propri luoghi di socializzazione. Vogliamo valorizzarle ulteriormente, promuovendo iniziative informative e momenti di confronto con esperti per dar consigli ai frequentatori e favorire il benessere degli animali. Un altro tema di cui vogliamo occuparci sono i reati contro gli animali: i Comuni non hanno purtroppo personale e strumenti specifici per individuare, riconoscere e gestire situazioni di maltrattamento animale, pertanto pensiamo sia utile che la prossima Amministrazione stipuli un’apposita collaborazione con guardie zoofile locali. Riteniamo importante inoltre lavorare a una convenzione con la LIPU per il recupero dei volatili sul territorio e, di concerto con la ASL, preparare un programma di sterilizzazione per il contenimento dei piccioni.A Sesto ci sono molte colonie feline, controllate dall’Amministrazione insieme a una specifica associazione in convenzione e curate quotidianamente da volontarie e volontari cui vogliamo dare maggior supporto affinché la gestione dei gatti liberi sia meno gravosa per chi ha deciso con generosità di prendersene cura.Gli animali possono svolgere anche un importante ruolo educativo e sociale. Per questo vogliamo promuovere progetti di pet therapy, attività educative nelle scuole e campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, per diffondere una cultura fondata sul rispetto, la cura e la convivenza responsabile.Le proposte:
- Valorizzare le aree cani e promuovere iniziative educative, con il coinvolgimento di veterinari ed esperti;
- Rafforzare la tutela degli animali, collaborando con guardie zoofile, associazioni e ASL, e sostenendo le colonie feline;
- Promuovere pet therapy, educazione nelle scuole e campagne di sensibilizzazione, per diffondere una cultura del rispetto degli animali.
- POTERE ALLE DONNE, DONNE AL POTERE!Vogliamo che le Donne siano al centro della politica e della vita pubblica. La presenza femminile deve crescere in ogni ambito pubblico. Solo così possiamo costruire una città davvero a misura di tutte e tutti. Il bilancio di genere, avviato nella scorsa consiliatura, è stato un primo passo importante, ma ora è necessario promuovere percorsi partecipativi guidati dalle donne.Ripensiamo gli spazi di Sesto Fiorentino in un’ottica di genere. La città deve essere uno spazio che sostiene la vita, le relazioni e l’autonomia, non uno spazio che le ostacola o le consuma. Questo significa non concentrarsi solo sulle grandi infrastrutture, ma sulla qualità della vita quotidiana: spazi pubblici accessibili e vivibili, servizi di vicinato, mobilità pedonale, parchi e piazze pensati per l’incontro e le relazioni.L’Amministrazione deve adottare un approccio fondato sull’ascolto continuo, riconoscendo il valore delle diverse esperienze, competenze e saperi presenti nel territorio, in una prospettiva femminista. È quindi fondamentale rafforzare il dialogo con le realtà associative, i comitati, le imprese e con la cittadinanza tutta, favorendo pratiche di partecipazione che contrastino le disuguaglianze di genere, generazionali e sociali.Vogliamo riportare al centro il valore del lavoro di cura, che ancora oggi ricade in modo sproporzionato sulle donne. È necessario riconoscerne il valore sociale ed economico e promuovere una redistribuzione più equa, tra donne e uomini e tra pubblico, privato e terzo settore, rafforzando servizi, diritti e condizioni di lavoro.Vogliamo realizzare anche a Sesto Fiorentino una Casa delle Donne, uno spazio di incontro, confronto e costruzione di reti. Per questo vogliamo rafforzare il ruolo della Consulta delle donne e istituire un assessorato alle pari opportunità con risorse dedicate.
Pensiamo che sia importante promuovere maggiore consapevolezza sull’impatto che patologie come endometriosi e adenomiosi hanno sulla vita delle donne. Per questo proponiamo percorsi di sensibilizzazione e informazione sul territorio, in collaborazione con la ASL e le associazioni specializzate. Difendere la salute e l’autodeterminazione delle donne significa anche rafforzare il ruolo dei consultori pubblici, proponendo percorsi di supporto psicologico per le donne che si trovano a dover affrontare un’interruzione di gravidanza.
Infine, vogliamo costruire un Atlante di genere: una mappatura delle opportunità e delle criticità che il territorio urbano di Sesto offre alla popolazione femminile e LGBTQIA+, raccogliendone la prospettiva e la percezione per orientare le politiche pubbliche.
Costruire una città femminista significa costruire una città più giusta, più inclusiva e più vivibile.
- SESTO NEL MONDOSesto Fiorentino è un laboratorio attivo di solidarietà e memoria civile che affonda le radici in una storia di resistenza e partecipazione popolare. Desideriamo che Sesto Fiorentino continui a dimostrare che essere una “Città di Pace” significa agire concretamente affinché nessun popolo sia lasciato solo nel deserto dell’indifferenza.Vogliamo rendere saldo il legame tra Sesto e i popoli che lottano contro l’oppressione, trasformando l’indignazione per le ingiustizie in progetti concreti. Continueremo il sostegno, con la mobilitazione delle istituzioni, per difendere il diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi che attende giustizia da oltre cinquant’anni.Inoltre Sesto Fiorentino ha scelto da tempo di non restare inerte di fronte al dramma del popolo palestinese, traducendo il concetto di “Città di Pace” in una scelta di campo netta: quella dei diritti umani e del diritto all’autodeterminazione. Non mancheremo nel sostenere la Palestina e tutti i popoli che lottano contro il neocolonialismo con azioni concrete, convinte che la solidarietà non sia un esercizio teorico, ma un dovere civile per chi crede che una pace duratura possa nascere solo dal riconoscimento della dignità di ogni popolo.Energia, ambiente e pace sono profondamente interconnessi. La dipendenza globale da petrolio e gas non è solo una questione ambientale: è anche una questione politica. In un mondo attraversato da guerre e crisi climatiche sempre più violente, cogliere il legame profondo tra crisi climatica, conflitti geopolitici e modello energetico significa immaginare un futuro diverso, in cui l’energia pulita non è solo una scelta ecologica, ma anche una strategia concreta per costruire stabilità, autonomia e pace. Parlare di energie rinnovabili oggi significa anche parlare di pace. Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili vuol dire sottrarre terreno a dinamiche di conflitto, instabilità e disuguaglianza.