Sono una donna lavoratrice, una mamma che fa politica e mi candido per raccontare la nuova Sesto che vogliamo: ecologista, femminista, di sinistra!
Mi chiamo Beatrice Corsi, sono nata a Firenze nel 1985 in una famiglia che mi ha trasmesso l’idea che ognuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa per migliorare il mondo.
Mio padre per tanti anni ha condotto un’impresa legata a qualcosa che sta a cuore a tutte/i le/i sestesi: la ceramica. Da lui, che sul lavoro ha superato tante difficili sfide, ho imparato la perseveranza nel perseguire un obiettivo. Mia mamma, maestra di scuola primaria, mi ha insegnato a credere in me stessa e a non abbassare mai la testa di fronte a nessuno. Con lei, sin da piccola, ho viaggiato e visitato mostre e musei che sono diventati i contenuti attorno cui ruota il mio lavoro di progettista culturale.
Sono cresciuta a Sesto Fiorentino dove tuttora vivo e dove, con mio marito Niccolò, ho acquistato una casa che ho recentemente ristrutturata con fatica (e con l’aiuto della mia famiglia!). Sono mamma di tre piccoli splendidi uragani che mi hanno stravolto la vita: Martino, Gioele e Rubina.
Dal 2020 faccio parte di Ecolò, una associazione ecologista che in questi anni ha provato a contribuire alla politica nell’area fiorentina e regionale portando nelle istituzioni le istanze ecologiste.
Dal 2021 sono assessora del Comune di Sesto Fiorentino. In questi anni ho cercato con passione di portare avanti quello che ci eravamo prefissati nel 2021: abbiamo triplicato gli investimenti sul verde, proponendo diverse iniziative di sensibilizzazione ambientale come ad esempio la realizzazione del “Giardino delle api” con attività gratuite sulla biodiversità rivolte alle famiglie e alle scuole.
Con soddisfazione è stata creata una squadra interna di giardinieri comunali per piccoli interventi più urgenti nei parchi ed abbiamo approvato, in accordo con la Soprintendenza, l’atteso progetto di riqualificazione del bellissimo Parco di Villa Solaria. I lavori, finanziati in parte con risorse comunali e in parte con risorse derivanti dal FESR, inizieranno entro l’estate.
Sono orgogliosa del lavoro fatto fin qui, a partire dalla costituzione della Comunità Energetica (una delle primissime sul territorio!) di cui il Comune è socio fondatore insieme a due importanti associazioni locali. Oltre alla delega all’ambiente e alla transizione ecologica mi occupo anche di politiche agricole e in questi anni abbiamo lavorato sulla salute del suolo con un progetto innovativo, portato avanti con ANCI, che ho avuto l’onore di raccontare anche al Comitato delle Regioni a Bruxelles.
Faticoso ma bello conciliare il lavoro con la famiglia e la politica. E per noi donne poi, diciamolo, è tutto un po’ più difficile. Siamo brave nei ruoli gregari e tendiamo a metterci (o a farci mettere) sempre un po’ ai margini, in ruoli di segretarie o vice-qualcosa. Questa volta vogliamo di più, vogliamo guidare un nuovo modo di fare politica a Sesto senza atteggiamenti muscolari ma mettendoci in ascolto e ponendo le donne al centro del cambiamento.
Per questo mi candido insieme a un gruppo, costituito da molte donne, che vuole raccontare una nuova storia di una Sesto: più verde, più inclusiva, più viva.
Seguo da sempre la politica locale, nazionale ed internazionale e già nel 2014 sono stata eletta consigliera comunale per la coalizione Sesto Bene Comune sostenendo, al fianco dei comitati, la battaglia contro la costruzione dell’inceneritore e l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola.
Guardo con interesse alla prospettiva eco femminista per cui la decostruzione dei rapporti di potere è centrale per combattere un modello di “sviluppo” fortemente sbagliato, non più sostenibile, che sta erodendo il Pianeta.
Sesto Fiorentino è la mia Città e sono orgogliosa che negli anni in questo territorio ci sia sempre stato un fermento politico che ha saputo rinnovarsi e fare scelte anche di rottura. Credo che adesso sia il momento di fare un ulteriore cambio di passo per saper cogliere i continui mutamenti di una società che va troppo veloce e consuma beni, prodotti, suolo e relazioni.
Penso che Sesto potrebbe aprire un nuovo capitolo nel modo di fare politica, mettendo al centro una visione femminista di città. Per questo mi candido. Vorrei proporre un modo nuovo di intendere i rapporti in città, vorrei una città che mette al centro le donne, vorrei che le donne ricoprissero ruoli di dirigenza.
Da anni mi batto per la difesa della Piana dalle grandi opere impattanti come il nuovo aeroporto che cancellerebbe il Parco, scrigno inestimabile di biodiversità, e tutte le esperienze virtuose di agricoltura che coraggiosamente vengono portate avanti in un “vuoto” importantissimo per tutta l’area fiorentina così fortemente urbanizzata. Continuerò dunque a dire in ogni sede, istituzionale e giuridica, che l’aeroporto lì non ci sta.
Penso inoltre che dobbiamo pretendere un risanamento dell’attuale aeroporto, riducendo i voli negli orari serali e del primo mattino per garantire il riposo delle persone sorvolate e diminuire le emissioni.
Non basta però dire no al nuovo cemento nella Piana. Credo che sia prioritario applicare davvero il consumo di suolo zero anche nel perimetro urbano: alla luce dell’emergenza climatica che purtroppo abbiamo toccato con mano anche a Sesto, non solo non possiamo costruire un centimetro di cemento in più ma dobbiamo anche investire per togliere più asfalto possibile, recuperare gli edifici dismessi e rendere permeabili i suoli per far spazio alla natura in città.
Un altro tema al centro della prossima legislatura deve essere l’energia da fonti rinnovabili con le comunità energetiche come strumento principe per promuovere un nuovo modello di produzione diffusa dell’energia. A Sesto abbiamo creato una delle prime, dobbiamo promuoverla e renderla operativa realizzando nuovi impianti da mettere a disposizione della CER.
Tornando alle donne, mi piacerebbe una città attenta ai loro bisogni, una città femminista che ponga al centro il concetto di cura, che agevoli spazi e parchi vivibili che siano sempre più luoghi sicuri di incontro e confronto.
Una città bella da vivere è una città verde, con interventi continui sul verde pubblico, investimenti, nuove alberature e manutenzione nel tempo. A Sesto abbiamo la fortuna di avere Monte Morello, un polmone verde di grande importanza che va curato e rinnovato. Il tema della rigenerazione delle foreste è molto attuale e riguarda anche i boschi di Morello su cui già abbiamo iniziato a lavorare per agevolare prima di tutto una rigenerazione spontanea del bosco e quindi un incremento di biodiversità, ma anche una rigenerazione assistita che velocizzi il processo in alcune aree più critiche.
Come detto nella mia bio, mio padre ma anche mio nonno hanno lavorato nel settore della ceramica e vorrei che il Museo Ginori potesse tornare a splendere e regalare la possibilità, non solo di scoprire le bellezze delle collezioni contenute al suo interno, ma anche raccontare come, intorno alla ceramica, si sia sviluppata la nostra città e la cultura delle famiglie sestesi in cui almeno un nonno o una zia ha lavorato in quella fabbrica che ha fatto la storia in tutto il mondo.
Credo che la città del futuro debba mettere al centro i giovani e le famiglie creando iniziative di qualità che possano arricchire culturalmente tutte e tutti, rafforzando i legami e valorizzando le potenzialità di quella grande comunità educante che a Sesto c’è e parte dalla grande offerta formativa che nasce in primis dai nidi comunali che ho avuto la fortuna di frequentare fin dai primi mesi dei miei bambini e della mia bambina.
Sesto non è la periferia di Firenze, ha un centro ricco di attività da valorizzare con eventi di qualità che rilancino i temi legati al territorio: penso appunto alla ceramica, a Pinocchio ma anche ai prodotti della terra come l’olio o l’agricoltura bio che con fatica viene portata avanti dagli agricoltori della Piana e della collina, custodi di saperi antichi e nuove tecniche. Penso ai mercati di filiera corta, da implementare e valorizzare. Penso al museo contadino alla Casa del Guidi: una collezione bellissima su cui rilanciare nuovi percorsi didattici per le scuole e per le famiglie affinché non si perdano le tradizioni che contraddistinguono il nostro prezioso territorio.
Abbiamo iniziato a lavorare sul tema del biologico e vogliamo continuare perché la transizione ecologica inizia dal piatto e dalla sensibilizzazione di tutte e tutti sull’importanza di una dieta sempre più vegetale che prediliga prodotti a km 0 provenienti da aziende locali, promuovendo l’agricoltura biologica e biodinamica. Su questo l’azienda partecipata che gestisce le mense scolastiche deve essere la nostra alleata principale per costruire il cambiamento e dobbiamo ricominciare a lavorare e a rilanciare su questi temi senza indugi.
Sono determinata a raccontare un possibile ulteriore cambio di passo, una nuova visione femminile e femminista per una città nuova e aperta a rinnovarsi.
Abbiamo bisogno di tutte e tutti coloro che hanno voglia di una svolta ecologista e che vogliono condividere con noi idee fresche, nuove e… rivoluzionarie!
© 2026 Beatrice Corsi