Programma Interattivo

Una coalizione di sinistra, femminista, ecologista

  1. NO ALL’AMPLIAMENTO DELL’AEROPORTO E STOP AL CONSUMO DI SUOLO, FUORI E DENTRO IL PERIMETRO URBANO

    NO alla nuova pista di Peretola e ridimensionamento dello scalo. Sesto è fragile: alluvioni e ondate di calore lo dimostrano. Basta cemento: depaving (togliere asfalto), più alberi, rigenerazione degli immobili abbandonati come la Caserma Donati per rispondere al bisogno di case. Sicurezza idrogeologica come priorità: cassa di espansione di Querceto.

    Storicamente la Comunità di Sesto si è sempre opposta alla nuova pista di Peretola. Ribadiamo la nostra assoluta contrarietà ad ogni ipotesi di ampliamento dell’aeroporto: è un’opera inutile e dannosa per l’ambiente, per la salute delle persone, per il tessuto produttivo locale e per le eccellenze del Polo Scientifico. Oltre all’opposizione alla nuova pista, crediamo che sia necessario un ridimensionamento dello scalo, nell’ottica di tutelare i sorvolati.

    Sesto Fiorentino non è immune dalla crisi climatica. Lo abbiamo visto con l’alluvione e lo viviamo durante le estati, con ondate di calore sempre più frequenti e intense.

    Negli ultimi decenni la nostra città ha conosciuto una forte espansione edilizia che oggi non è più sostenibile. Dobbiamo recuperare le aree abbandonate, “rigenerare” gli immobili abbandonati che possono rappresentare una soluzione abitativa reale, come la Caserma Donati.

    Occorre cambiare approccio: deimpermeabilizzare le superfici, togliere asfalto, sostituirlo ove possibile con terreno naturale. In termini tecnici si chiama depaving.

    La prossima Amministrazione dovrà fare pressione sulla Regione e sul Consorzio di Bonifica, affinché la sicurezza idrogeologica diventi una priorità, a partire dalla cassa di espansione di Querceto.

    Le proposte
    • NO alla nuova pista e ridimensionamento dello scalo;
    • Stop al consumo di suolo;
    • Depaving e suoli drenanti;
    • Più alberi e meno superfici impermeabili;
    • Rigenerazione urbana, non espansione: Caserma Donati;
    • No alla cementificazione neppure con compensazione;
    • Più sicurezza idrogeologica: cassa di Querceto, mappatura con Università di Firenze;
    • Indicatore di “Ripristino di suolo pro capite“;
    • Monitoraggio della qualità dell’aria (citizen science);
    • Raccolta e uso dell’acqua piovana.
  2. LAVORO È DIGNITÀ

    Il Comune non può restare a guardare. Istituiamo un Osservatorio comunale sul lavoro per monitorare vertenze, appalti, precarietà. Difesa della ex GKN: riconversione ecologica e partecipata, no all’economia di guerra. Controlli sui luoghi di lavoro con Polizia Municipale e Ispettorato.

    Il lavoro deve tornare al centro delle politiche locali. Anche quando i Comuni non hanno competenze dirette, possono svolgere un ruolo attivo di coordinamento, monitoraggio e intervento a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.

    Proponiamo l’istituzione di un Osservatorio comunale sul lavoro. Coordinerà le politiche comunali su appalti pubblici, clausole sociali e qualità del lavoro, e contrasterà precarietà, lavoro povero e sfruttamento.

    La vertenza della ex GKN Driveline è una delle crisi industriali più importanti degli ultimi anni. Il Collettivo di Fabbrica GKN ha dimostrato che la difesa del lavoro può andare di pari passo con la riconversione ecologica della produzione.

    Il Comune è chiamato a sostenere una soluzione industriale stabile, condivisa e partecipata, valida alternativa a produzioni riconducibili all’economia di guerra.

    Difendere la ex GKN significa difendere il lavoro e il diritto del territorio a decidere il proprio modello di sviluppo.

    Le proposte
    • Il lavoro al centro delle politiche comunali;
    • Osservatorio comunale sul lavoro;
    • Supporto al rilancio industriale dal caso ex GKN;
    • Accompagnamento dei giovani nel mercato del lavoro;
    • Controlli con Polizia Municipale su correttezza contrattuale, salute e sicurezza;
    • Tavolo congiunto tra Polizia Municipale, Ispettorato del Lavoro, PISL.
  3. CULTURA: CERAMICA, ETRUSCHI, NATURA E PINOCCHIO. MA ANCHE INCLUSIONE E RIGENERAZIONE

    Sesto città della ceramica: rilancio del Museo di Doccia e sostegno agli artigiani. Itinerari tra Monte Morello, tombe etrusche e Piana. Percorso dedicato a Pinocchio. Biblioteca diffusa nei quartieri. Riapertura del Museo della Civiltà Contadina. Arte urbana per rigenerare.

    Sesto è storicamente la città della ceramica. Promuovere iniziative con Ginori e con le piccole botteghe e i laboratori artigiani. Il recupero del Museo della Ceramica di Doccia deve tornare prioritario, escludendo interventi di edilizia residenziale nelle aree limitrofe.

    Sesto dispone di un patrimonio naturale e archeologico: Monte Morello, la Piana, le tombe etrusche.

    Legame con Pinocchio, con percorso tematico dedicato.

    Il Polo Scientifico è risorsa strategica ma poco integrata. La Biblioteca Ragionieri come biblioteca diffusa in quartieri, parchi, piazze. Arte e creatività strumenti di inclusione.

    Museo della Civiltà Contadina presso “Casa del Guidi”, da riaprire e valorizzare.

    Arte, cultura e partecipazione come leve di rigenerazione urbana e coesione sociale.

    Le proposte
    • Sesto città della ceramica;
    • Itinerari culturali integrati, percorso Pinocchio;
    • Cultura diffusa e accessibile;
    • Riapertura Museo della Civiltà Contadina;
    • Valorizzazione dei talenti locali;
    • Arte urbana e urbanistica tattica.
  4. PER UNA COMUNITÀ EDUCANTE

    Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi. Refezione scolastica sana e locale, ridimensionamento di Qualità & Servizi che torni a occuparsi solo di scuola. Supporto psicologico nelle scuole, mediatore culturale, pre/post scuola ampliato. Ludoteca pubblica. Educazione contro le discriminazioni di genere e LGBTQIA+.

    Crediamo in una comunità educante capace di accompagnare nella crescita. Investire nell’edilizia scolastica e nella didattica all’aperto.

    Istituzione del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi.

    Rafforzare educazione alimentare con Qualità & Servizi: refezione scolastica su prodotti locali. Ridimensionamento dell’azienda che torni a occuparsi esclusivamente di scuola.

    Percorsi strutturali su pari opportunità, educazione affettiva, educazione ambientale, con supporto psicologico scolastico.

    Mediatore linguistico e culturale comunale e ampliamento dei servizi di pre e post scuola.

    Sport come strumento educativo e inclusivo. Ludoteca pubblica.

    I bambini e le bambine come cittadini a pieno titolo.

    Le proposte
    • Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze;
    • Scuole sicure, refezione, pre e post scuola;
    • Ripensare Q&S: locali e biologici;
    • Ludoteca pubblica;
    • Spazi di incontro per famiglie e giovani;
    • Contro le discriminazioni di genere e LGBTQIA+.
  5. SOCIALE E SOCIALITÀ, DIRITTO ALL’ABITARE E SANITÀ DI PROSSIMITÀ

    Contributo affitti mantenuto e ampliato. Tassazione massima sugli affitti brevi contro la speculazione. Casa come diritto, non merce. Piano per l’Invecchiamento Attivo: rete contro la solitudine, assistenza domiciliare, cohousing intergenerazionale. Casa di Comunità accessibile e servizi sanitari nei quartieri.

    Il diritto all’abitare e l’accesso ai servizi sono condizioni per dignità, sicurezza e qualità della vita. Rafforzare il contributo affitti comunali.

    La casa non può essere trattata esclusivamente come una merce: deve essere riconosciuta come diritto fondamentale.

    Politiche inclusive nell’ambito della salute mentale.

    La nuova Casa di Comunità richiede accessibilità. Servizi domiciliari e medicina di prossimità.

    Piano per l’Invecchiamento Attivo e la Cura di Comunità: assistenza domiciliare, rete contro la solitudine, cohousing.

    Luoghi per la vita culturale e sociale dei giovani: festival, concerti, ritrovi.

    Le proposte
    • Sostegno all’abitare;
    • Tassazione massima sugli affitti brevi;
    • Piano per l’Invecchiamento Attivo;
    • Rete contro la solitudine, salute mentale;
    • Sanità di prossimità;
    • Cohousing intergenerazionale.
  6. VERDE PUBBLICO: NON ARREDO URBANO MA INVESTIMENTO PER IL FUTURO

    Non arredo urbano: infrastruttura ecologica. Settore Ambiente dedicato, più giardinieri comunali. Standard internazionale 3-30-300: 3 alberi visibili, 30% copertura, 300 m da un parco. Corridoi verdi e viali bioclimatici. Vivaio comunale. Riqualificazione del Parco di Villa Solaria.

    Nella crisi climatica, il verde pubblico è infrastruttura ecologica e presidio di salute. Abbiamo aumentato di quasi tre volte gli investimenti sul verde.

    Istituire un Settore Ambiente e potenziare i giardinieri comunali.

    Piano del Verde Urbano metropolitano, standard 3-30-300: tre alberi dalla finestra, 30% copertura arborea, 300 metri dal parco.

    Corridoi verdi e viali bioclimatici. Progetto Radici di Comunità.

    Vivaio comunale. Parco di Villa Solaria: lavori per 1,5 milioni di euro.

    Le proposte
    • Settore Ambiente;
    • Giardinieri comunali;
    • Piano del Verde Urbano;
    • Standard 3-30-300;
    • Corridoi verdi e viali bioclimatici;
    • Tutela della biodiversità;
    • Sfalcio ridotto;
    • Tecnologie smart;
    • Cura condivisa;
    • Vivaio comunale;
    • Parco di Villa Solaria.
  7. PARCO DELLA PIANA E AGRICOLTURA SANA

    Non è una compensazione: è patrimonio. Tutela di fontanili, aree umide, laghetti Legambiente. Sostegno ad agricoltura biologica e filiera corta. Sviluppo di orti sociali e urbani.

    Il Parco Agricolo della Piana è patrimonio territoriale, ambientale e agricolo da preservare.

    Valorizzare fontanili e aree umide. I laghetti curati da Legambiente sono patrimonio di grande valore.

    Approccio ecosistemico e metropolitano, Protocollo di Intesa dei Comuni della Piana. Agricoltura biologica e biodinamica. Integrazione nel Distretto di Area Fiorentina.

    Produzioni locali, filiera corta, orti sociali.

    Le proposte
    • Tutela delle aree umide e dei fontanili;
    • Agricoltura biologica, filiera corta;
    • Parco come spazio agricolo, sociale, educativo;
    • Orti urbani.
  8. RIFIUTI “MALE COMUNE”

    Miglioramento del porta a porta. Centro del riuso per economia circolare. Stoviglioteca pubblica per eventi. Più fontanelli. Critica alla Multiutility/Plures: servizi essenziali pubblici, non speculativi.

    Sesto ha fatto scelte importanti: no all’inceneritore e raccolta porta a porta. Criticità persistono: rimodulazione degli orari di ritiro.

    Fontanelli pubblici e accordi per prodotti sfusi. Stoviglioteca pubblica per eventi. Agevolazioni Tari per il riutilizzo.

    Centro del riuso, strategia Rifiuti Zero: economia circolare di comunità.

    Critica alla Multiutility/Plures: rischio di trasformazione da “pubbliche” a “speculative”. Preferiamo aziende speciali di diritto pubblico.

    Le proposte
    • Migliorare il PAP;
    • Centro per il riuso;
    • Stoviglioteca pubblica;
    • Fontanelli pubblici;
    • Aziende partecipate pubbliche;
    • Protocollo Rifiuti Zero.
  9. ENERGIE RINNOVABILI. COMUNITÀ ENERGETICHE

    Sportello energia, fotovoltaico diffuso, edifici pubblici nZEB. La Comunità Energetica di Sesto diventa solidale: gli utili vanno a progetti sociali del territorio. Ridurre le bollette per tutti.

    Transizione energetica come asse della transizione ecologica. Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono strumento fondamentale. La Comunità Energetica di Sesto — il Comune è socio fondatore — motore di nuovi impianti.

    Impianti fotovoltaici, sportello energia, edifici verso nZEB. Ridurre le bollette per tutti i sestesi.

    CER di Sesto solidale: utili per progetti solidali del territorio.

    Le proposte
    • Rinnovabili e CER;
    • Efficientamento nZEB;
    • CER “solidale”.
  10. SESTO SI-CURA: PARLARE DI SICUREZZA NON PUÒ ESSERE UN TABÙ

    No alla risposta securitaria della destra. Due livelli: visibile (vigili, spazi) e profonda (inclusione, cause della marginalità). Spazi di aggregazione in tutti i quartieri: la vita sociale è il primo presidio di sicurezza. Rete tra servizi sociali, scuole e associazioni.

    La sicurezza è tra le massime priorità. Invecchiamento, perdita di reddito, reti sociali precarie restituiscono l’immagine di una società stanca.

    Contro la risposta securitaria della destra, inefficace e controproducente, cambiamo prospettiva. Due livelli: sicurezza visibile (vigili, spazi) e sicurezza profonda che nasce dal miglioramento delle condizioni sociali, dall’inclusione, dall’intervento sulle cause della marginalità. È il secondo che produce effetti duraturi.

    Prendersi carico delle cause: prevenzione, coesione sociale, riqualificazione urbana.

    Le proposte
    • Cura degli spazi urbani;
    • Aggregazione: primo presidio di sicurezza democratica;
    • Rete servizi sociali, scuole, associazioni;
    • Strategie per la marginalità.
  11. MOBILITÀ DOLCE, PISTE CICLABILI, TRANVIA

    Passerella pedonale tra Piazza del Mercato e Piazza Lavagnini. Rete ciclabile continua e velostazione. Zone 30 e strade scolastiche. Tranvia con approccio laico e analisi scientifica. Biglietto unico intermodale. Mappatura barriere architettoniche.

    Passerella pedonale tra Piazza del Mercato e Piazza Lavagnini.

    Mobilità sostenibile come diritto. Tutela di salute e autonomia della popolazione fragile: abbattimento delle barriere architettoniche.

    Rete ciclabile continua e sicura. Velostazione alla stazione.

    Zone 30 e “strade scolastiche“.

    Tramvia con approccio laico e scientifico. Valorizzare il trasporto ferroviario.

    La centralizzazione del TPL ha prodotto privatizzazione che ha svuotato i territori.

    Le proposte
    • Rete ciclabile e velostazione;
    • Zone 30 e strade scolastiche;
    • Gratuità TPL;
    • Tranvia: approccio scientifico;
    • Mobilità intermodale, biglietto unico;
    • Mappatura barriere architettoniche;
    • Campagne di educazione.
  12. VALORIZZIAMO IL COMMERCIO DI QUALITÀ E IL DISTRETTO INDUSTRIALE DELL’OSMANNORO

    Negozi di quartiere come presìdi di comunità. Riqualificazione del centro con fondi PNRR, supporto ai quartieri (Colonnata, Quinto Basso, Camporella, Padule). Filiera corta, Festa dell’Olio. Osmannoro: viabilità, servizi e percorsi ciclopedonali.

    Il commercio di prossimità è fondamentale per la vitalità sociale e culturale: relazioni, sicurezza, qualità urbana. Filiera corta e presìdi di comunità.

    Riqualificazione delle vie e piazze del centro con fondi PNRR. Sostegno a Colonnata, Quinto Basso, Camporella, Padule.

    Produzioni locali, mercati di filiera corta, Festa dell’Olio.

    Distretto industriale dell’Osmannoro: sostenibilità, accessibilità, integrazione, percorsi ciclopedonali.

    Le proposte
    • Commercio di prossimità;
    • Produzioni locali, filiera corta;
    • Riqualificare l’Osmannoro.
  13. LEGGERE OGNI CAMBIAMENTO CON LA LENTE DELL’ECOLOGIA

    Elevare il Servizio Ambiente a Settore. Collaborazione con il Polo scientifico per monitorare aria e clima. Piano per il clima e la transizione ecologica.

    Necessario elevare il Servizio Ambiente a Settore Ambiente, al pari di Urbanistica e Lavori Pubblici.

    Collaborazione con il Polo scientifico per monitorare qualità dell’aria. Trasformazione in distretto della conoscenza aperto, verde e connesso.

    L’ambiente deve diventare priorità trasversale: criterio guida per ogni scelta.

    Le proposte
    • Settore Ambiente;
    • Collaborazione Polo scientifico: mappatura aree vulnerabili;
    • Piano clima e transizione ecologica.
  14. AMICI ANIMALI

    Aree cani valorizzate. Guardie zoofile contro maltrattamenti. Convenzione LIPU. Supporto a colonie feline e volontari. Pet therapy ed educazione nelle scuole.

    Le aree cani sono luoghi di socializzazione. Iniziative informative.

    Reati contro gli animali: collaborazione con guardie zoofile locali. Convenzione con la LIPU per i volatili. Con ASL, programma di sterilizzazione per i piccioni.

    Colonie feline: supporto a volontarie e volontari.

    Ruolo educativo e sociale: pet therapy, scuole, sensibilizzazione.

    Le proposte
    • Valorizzare le aree cani;
    • Tutela degli animali;
    • Pet therapy.
  15. POTERE ALLE DONNE, DONNE AL POTERE!

    Bilancio di genere e percorsi partecipativi guidati dalle donne. Città pensata in ottica di genere. Casa delle Donne, Consulta, assessorato alle pari opportunità. Consapevolezza su endometriosi e adenomiosi. Consultori pubblici, supporto IVG. Atlante di genere per donne e LGBTQIA+. Lavoro di cura riconosciuto e redistribuito.

    Vogliamo che le Donne siano al centro della politica e della vita pubblica. Solo così possiamo costruire una città davvero a misura di tutte e tutti. Il bilancio di genere primo passo: ora percorsi partecipativi guidati dalle donne.

    Ripensiamo gli spazi in un’ottica di genere. Uno spazio che sostiene la vita, le relazioni e l’autonomia.

    Prospettiva femminista fondata sull’ascolto.

    Lavoro di cura riconosciuto e redistribuito.

    Costruire una città femminista significa costruire una città più giusta, più inclusiva e più vivibile.

    Le proposte
    • Casa delle Donne come spazio di incontro, confronto e costruzione di reti;
    • Rafforzare il ruolo della Consulta delle donne;
    • Istituire l’assessorato alle pari opportunità con risorse dedicate;
    • Endometriosi e adenomiosi: percorsi di sensibilizzazione e informazione con ASL;
    • Rafforzare i Consultori pubblici e supporto all’interruzione di gravidanza;
    • Atlante di genere: mappatura delle opportunità e delle criticità che il territorio urbano di Sesto offre alla popolazione femminile e LGBTQIA+.
  16. SESTO NEL MONDO

    Sesto Città di Pace. Sostegno al popolo Saharawi e al popolo palestinese. Contro il neocolonialismo. Energia, ambiente e pace sono connessi: rinnovabili significa anche pace.

    Sesto è laboratorio attivo di solidarietà e memoria civile. Storia di resistenza e partecipazione popolare. “Città di Pace” significa agire concretamente.

    Diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi dopo cinquant’anni.

    Sostegno al popolo palestinese: diritti umani e autodeterminazione. Contro il neocolonialismo.

    Energia, ambiente e pace interconnessi. Parlare di energie rinnovabili significa anche parlare di pace.

© 2026 Beatrice Corsi